COHAESUS

COHAESUS – bipersonale di Severino Magri e Virginia Bacci.

dal 12 ottobre al 19 ottobre 2019.

flyer cohaesus - Copia

COMUNICATO STAMPA

In questa bipersonale si assiste alla comunicazione ed alla coesione di generi, di idee e realtà artistiche di S. Magri e di V. Bacci.
I due artisti concedono reciprocamente le proprie opere destinate alla trasformazione finale per mezzo dell’intervento creativo sull’opera altrui.
La diversità nelle caratteristiche delle opere primarie, oggetti dello scambio, non rappresenta un limite, bensì un valore aggiunto. Materiali d’effetto, singolari e tradizionali come gli oli, gli acrilici, le resine, la carta fotografica, il legno, le corde, il vetro e la cera d’api vengono plasmati nella condivisione, generando una particolare comunanza partendo dall’individualità di ogni opera primaria.
Quest’unione delle due menti e stili non è volta a superare il confine tra la fusione totale e la condivisione tra le due opere primarie, bensì è predisposta a raggiungere la COESIONE (cohaesus) delle loro storie in un racconto unico.

Pubblicazione su Exibart (link). / Evento sulla pagina Facebook (link).

SEVERINO MAGRI – L’arte di Severino Magri stupisce per la ricerca e la sperimentazione. Sempre sul sentiero della memoria dei soggetti della sua ispirazione, dei supporti e materiali utilizzati, Magri porta l’osservatore ad indagare ed a lasciarsi trasportare sia nel tumulto interiore che nei significati talvolta apparenti ed altre velati. Dietro le quinte dell’opera finita permane il nucleo di una progettualità sostenuta dagli elementi anche opposti nella loro entità, ma che perdono la loro contraddizione nella maestria con cui Magri riesce a conciliarli. Quel processo dunque va dalle emozioni primitive alla riflessione concentrata, dalle intenzioni sbrigliate alla cura meticolosa. Solo dopo questo assemblaggio di idee e di azioni nasce la creazione dell’opera di Severino Magri dove un perché non rimane abbandonato a sé.

VIRGINIA BACCI – La sua arte è poliedrica. Passa con semplicità dalla fotografia sperimentale e analogica alle creazioni scultoree in corda, dalle azioni visive e performative alle creazioni stilistiche. La sua parola fotografica trova la sua massima presentazione nei suoi lavori realizzati con la scatola stenopeica. Questi sono solo alcuni dei tanti fili del suo tessuto di espressione artistica. Spiccano le sue creazioni in corda e la rappresentazione del corpo accomunando quegli elementi costruttivi come la luce, l’ombra ed il movimento. Ed è proprio sul movimento e sul corpo della donna che si concentra il suo lavoro di ricerca artistica. Scrutando nella propria mente e sorretta dalle proprie ricerche e osservazioni, Virginia Bacci, invita con le sue opere a percorrere dei sentieri tortuosi riservati a chi non si ferma alla semplice consuetudine di un qualunque habitat limitato.

Alex Kova.

 

la Chiesa dell'Arte custodisce il suo Credo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: